2 giorni a Toledo ecco cosa fare

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Toledo

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Due giorni a Toledo significano un’immersione nella storia di una città
che fonde epoche e culture totalmente differenti, formatesi durante più di due millenni. Patrimonio dell’Umanità, il centro storico di Toledo è un’autentico museo a cielo aperto ed è anche il centro storico più grande dell’intera Spagna.
Vediamo come divedere le bellezze da visitare in due giorni.

PRIMO GIORNO
Per il primo giorno andremo a scoprire la parte nord e la parte est della città, inziando l’itinerario dall’hospital de Tavera, un edificio rinascimentale al cui intero si trova un interessante museo.
Attraversiamo quindi la muraglia antica per la Puerta Nueva de Bisagra, inizialmente musulmana, venne poi completamente ricostruito. Poco distante si trova la chiesa di Santiago del Arrabal, del XIII secolo, un fantastico esempio di stile mudejar. Dello stesso stile sono anche la Puerta del Sol e la Puerta de Alarcones.

Continuando si attraversa il paseo del Miradero e successivamente plaza del Zocodover, per arrivare all’Alcazar, sede del museo del Ejercito e della Biblioteca Regional, ma anche solo il panorama che si ha da quassù merita. Nella zona sud del castello si trova la chiesa di san Miguel el Alto, del secolo XII.
Poco distante si possono inoltre ammirare il ponte de Alcantar, il castello di san Servando e dei resti di un acquedotto romano, purtroppo non proprio in buono stato.
Ritornando sui nostri passi verso plaza Zocodover incontriamo il museo delle belle arti e di archeologia, che nel XIX secolo era un orfanotrofio, il convento di santa Fe e il convendo della Concepcion.
Per mangiare qualcosa a pranzo niente di meglio che la zona intorno al principale mercato della città, che si trova appunto in plaza Zocodover.
Nel pomeriggio ci avviamo verso la plaza del Ayuntamiento, dove ammiriamo l’edificio rinascimentale sede del municipio della città, nonchè la cattedrale, emblema di Toledo. Iniziata nel 1226, la sua costruzione terminò nel 1493 e questo implica che è caratterizzata da una serie di stili completamente differenti; non sono da perdere la celebre Campana Gorda, la sacrestia, la sala del tesoro e quella capitolare. Unito alla cattedrale per un arco c’è il monumentale palazzo arcivescovile.

Dopo la cattedrale, ci dirigiamo verso il convento di santa Isabel de los Reyes, del 1477, e poi visitiamo le chiese di san Andres e san Sebastian, quest’ultima inizialmente era una moschea.
Seguendo la riva del fiume, si arriva alla casa de Diamantista, su cui aleggia una leggenda di amore e gelosia di un famoso gioielliere e sua moglie. Si passa poi per la chiesa di san Lucas e dei santi Justo e Pastor, dietro a cui si trova la Posada de la Hernandad, sede di un centro culturale; infine il teatro de Rojas e la mezquita de Tornerias chiudono questa intensa giornata.

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SECONDO GIORNO

Partendo dalla cattedrale andremo verso la chiesa del Salvador, di oridine islamica e ora centro dove conoscere meglio il passato della città.
La fermata successiva è al Taller del Moro, museo dedicato all’arte e all’artigianato mudejar, edificio che probabilmente formava parte del Palacio de Fuensalida, sede della provincia.
Si visita poi la chiesa di santo Tome, dove si può ammirare un famoso quadro del Greco, del quale c’è anche un museo dedicato.

Passiamo poi alla zona ebraica della città, visitando la sinagoga del Transito, sede del museo Sefardi, e la sinagoga di santa Maria la Blanca.
Altro museo interessante è quello di arte contemporanea, che si trova vicino al maestoso monastero di san Juan de los Reyes, in stile gotico.
Attraversando il ponte di san Martin, incontriamo la ermita del Cristo de la Vega, già fuori dal centro storico e più precisamente alla gine del paseo del Circo Romano, le cui rovine sono datate III secolo d.C.
Si rientra infine per un’ultima passeggiata attraverso la porta di Alfonso VI e nel cammino diamo uno sguardo alla mezquita del Cristo de la Luz, dell’anno 999, il palacio universitario de Lorenzana, la vicina chiesa di san Vicente, la casa de la Mesa, il convento di san Clemente, la chiesa di san Roman e infine il convento di santo Domingo el Real, dietro al quale si hanno le migliori visuali sulla città nuova.

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